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Muzio Clementi è il compositore del Gradus ad Parnassum: una grandiosa opera didattica in tre volumi contenenti cento esercizi allo scopo di sviluppare determinati procedimenti di tecnica pianistica. Clementi venne chiamato il Padre del pianoforte, per essersi dedicato alla tastiera in senso creativo, sperimentale e didattico. La Sonata in do maggiore op. 33 n. 3 è conosciuta anche come “Concerto senza orchestra”. Il Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra, ritrovato nel 1960 nella Biblioteca del Musikverein di Vienna, non è altro che la stessa Sonata con lievi varianti.
La musica deve essere fondata su motivazioni ideali e poetiche. Questa è la nuova concezione musicale di
Franz Liszt. Il rapporto privilegiato tra musica e letteratura è per Liszt stretto e vincolante fino a teorizzarlo come necessario per la futura vita dell’arte musicale. Il primo risultato di questa concezione compositiva è Année de Pèlerinage: una raccolta di brani per pianoforte suddivisa in tre libri, il primo dedicato alla Svizzera e gli altri due all’Italia. Il viaggio è l’elemento principale della raccolta: viaggio che si trasforma da semplice descrizione di vedute, a viaggio interiore, come maturazione delle opere viste o lette, riproposte sotto forma di musica e poesia. Il Sonetto del Petrarca n. 104, si tratta di una trascrizione pianistica di un Lied per tenore e pianoforte e il sonetto del Petrarca evoca l’ambivalenza del sentimento amoroso.
Gli “ Studi trascendentali” sono uno dei cicli di composizioni dove meglio si può vedere la ricerca svolta dal musicista ungherese nell’ estrarre dal pianoforte nuove possibilità espressive. Rimangono tutt’oggi per i pianisti tra le composizioni più impegnative del repertorio, dove l’abilità dell’interprete sta nell’affrontare le difficoltà tecniche insieme alle idee musicali della composizione. “Chasse – neige” è uno studio di difficoltà tecnica elevatissima e che ben sin adatta al termine “trascendentale”.
La Sonata in si bemolle maggiore op. 101 fu pubblicata a Vienna da Steiner con il titolo “Sonate fur das Hammerklavier”.
Ludwig van Beethoven la dedicò alla baronessa Dorothea von Ertmann, sua ex allieva e pianista di rara finezza e intelligenza. Si apre con questa sonata, il “terzo periodo” dell’attività creatrice di Beethoven. Nella sua natura polifonica e nell’uso della forma contrappuntistica più alta, si preannunciano, in questa composizione, le arditezze intellettuali, che toccheranno il culmine negli ultimi quartetti e nella Nona Sinfonia.
Sergej Rachmaninov compose i cinque “Morceaux de Fantaisie” nel 1892 a Mosca.Si tratta di cinque brani per pianoforte op. 3: l’Elégie in mi bemolle minore, il celebre Prélude in do diesis minore, la Mélodie in mi maggiore, le Polichinelle in fa diesis minore e la Sérénade in si bemolle minore. L’intera opera 3 fu eseguita per la prima volta, dallo stesso Rachmaninov nel dicembre del 1892 in un concerto a
Kharkov.
“Nembi turbinosi lasciano intravedere a sprazzi delle coppie di danzatori. A poco a poco esse si dissipano e si distingue una sala immensa popolata di una folla vorticosa. La scena diventa più luminosa e al fortissimo il bagliore dei candelieri giunge al massimo splendore. E’ un ballo imperiale che si svolge verso il
1855”.
Questo è ciò che scrive Maurice Ravel sulla partitura di La Valse. Nato come poema coreografico richiesto da Djaghilev, ma non fu mai eseguita in forma di balletto, rappresenta invece una dei grandi successi sinfonici di Ravel. Il musicista sottopone le figure tipiche del valzer viennese, da Schubert a
Strauss.
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