|
|
23
novembre
TRIO NOFERINI
ROBERTO
NOFERINI – violino
ANNA NOFERINI – viola
MATTEO PIGATO – violoncello
MAURO
LANDI - pianoforte
GUSTAV
MAHLER
(1860
– 1911)
Quartettsatz
in la minore per pianoforte e archi
ROBERT
SCHUMANN
(1810 – 1856)
Quartetto in mi
bemolle maggiore op. 47
Sostenuto assai. Allegro ma non troppo
Scherzo:
Molto vivace
Andante
cantabile
Finale:
Vivace
Al termine del concerto verrà
servito un aperitivo con i vini della Strada del Sangiovese offerto dall’Azienda
Agricola “Il Laghetto del Sole”
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il direttore d’orchestra Bruno Walter, une dei più grandi interpreti di
Mahler così descrive il primo incontro con il musicista boemo in un libro intitolato Gustav Mahler “Dal profondo dei miei ricordi mi torna in mente l’immagine di Gustav Mahler, come appare a me diciottenne....Pallido, magro, piccolo di statura, il viso affilato, la fronte diritta, incorniciata da capelli nerissimi, gli occhi interessanti dietro gli occhiali, i segni del dolore e dello humor sul volto che, mentre parlava con qualcuno, mostrava sorprendenti mutamenti di espressione...e non saprei descrivere meglio l’effetto elettrizzante della personalità di Mahler, se non richiamandomi alla forza irresistibile con cui egli entrò nella vita di un giovane musicisti che ero io, e portò in breve tempo a una trasformazione totale dei miei sentimenti”.
Anche Arnold Schonberg nel suo libro “Style and Idea” dedica un intero capitolo all’amico e collega Gustav Mahler “Credo con fermezza che Gustav Mahler sia stato uno dei più grandi uomini e uno dei più grandi artisti.... Mahler riuscì nell’impresa più grande a cui un artista possa aspirare: esprimere se stesso!.... L’essenza del genio è essere il futuro. Ecco perché il genio non è fatto per il presente, perché presente e genio non hanno nulla in comune. Il genio è il nostro futuro, è ciò che saremo anche noi, quando avremo lottato per aprirci la nostra strada”
Mahler, appena sedicenne, scrisse il Quartettsatz. La prima vera composizione del musicista; alla fine del primo anno di conservatorio a Vienna, per il saggio di composizione era chiesto un tempo di quartetto e Mahler scrisse questa composizione in la minore in una sola notte.
In solo sette mesi, Robert Schumann compose i tre “Quartetti per archi op. 41, il “Quintetto per pianoforte e archi op. 44”, il “Quartetto per pianoforte e archi op. 47 e la prima versione dei “Fantasiestuke op. 88”. Questo sorprendente desiderio di confronto con il genere cameristico strumentale costituisce un punto d’arrivo. Per tutto il 1842, Schumann aveva studiato e analizzato le opere del classicismo viennese, Mozart e Haydn in particolare. Su questa lezione classica fonda il suo concetto di rapporto equilibrato tra strumenti e lo pone come condizione essenziale anche nella musica da camera con pianoforte.
|
|
|
|
|
|
|
I fratelli Anna e Roberto Noferini
appartengono ad una famiglia di musicisti, la madre pianista e il padre compositore, direttore d’orchestra, il fratello Andrea primo violoncello solista del Teatro dell’Opera di Roma. Entrambi diplomati con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, hanno seguito corsi di perfezionamento con Arthur
Grumiaux, Accardo, Vrnikov.
Dopo la vittoria di importanti concorsi internazionali, si sono poi affermati con una brillante carriera che li ha portati in varie parti del mondo. Dal 1991, Anna suona stabilmente nei primi violini dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino; Roberto è primo violino e fondatore del Quartetto Mantegna con cui svolge attività concertistica in Italia e all’estero.
Matteo Pigato, violoncellista, diplomato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha poi frequentato l’Accademia Musicale Chigiana nella classe del grande violoncellista Mischa Maisky e del Trio di Trieste.
In seguito ha ottenuto il Master di musica da camera all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola. Nel 1997 è risultato vincitore del concorso internazionale di musica da camera di Acqui Terme. Ha collaborato con varie Orchestre Sinfoniche: Filarmonica della Scala, Rai di Milano,
Orchestra Cantelli e altre.
Il pianista Mauro Landi ha studiato al Conservatorio di “G. B. Martini” di Bologna e dopo essersi distinto come solista ,vincendo il concorso “F.
Liszt” di Livorno, ha costituito un Duo pianistico con Stefano Orioli. Numerosi i successi in concorsi nazionali e internazionali: primo premio al “Bela Bartòk” di Roma, primo premio al
Caltanissetta, secondo premio al “Valentino Bucchi” di Roma. L’attività concertistica riscuote unanimi apprezzamenti in Italia, dove il Duo suona per importanti Associazioni Musicali, e all’estero a Ginevra, Amburgo, Lubiana. Con il pianista Paolo
Dirani, Landi ha formato il Duo Clavier e di particolare nota la collaborazione con l’attore Ivano
Marescotti, in “ Suoni da Favola”, che contiene una particolare rivisitazione della fiaba “Pierino e lupo” di Sergej
Prokof’ev.
|
|
|
|